Archivio | dicembre, 2011

Note a Margine: Poliziesco vs Poliziottesco

31 Dic

Sappiamo tutti che tra i vostri buoni propositi per il 2012 c’è quello di saperne di più sul cinema di genere.

Con questo video inauguriamo quindi una serie che potremmo chiamare  “Cinema di serie B for dummies”: brevi video che vi introdurranno alle cose che dovete sapere.

Regalatevi tre minuti con Betty per fare un figurone sfoggiando la vostra cultura al veglione di stasera.

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L’uomo che visse nel futuro

7 Dic

George Pal, 1960

Il viaggio nel tempo è uno dei grandi sogni inespressi, delle utopie scientifiche del genere umano, al pari del volo senza propulsione meccanica, dell’invisibilità o del teletrasporto. I recenti esperimenti del CERN di Ginevra sui neutrini oltre che a voler detronizzare la teoria della Relatività di Einstein, potrebbero produrre risultati riguardanti lo studio del Tempo.

 L’uomo che visse nel futuro è certamente uno dei molti film sull’argomento, forse uno dei più noti, tanto da meritarsi un remake nel 2002 The Time Machine, per la regia di Simon Wells, con protagonista Guy Pearce e dove nei panni del tirannico nemico, capo dei Morlock, troviamo un poco riconoscibile Jeremy Irons. La trama della pellicola del ‘60 è piuttosto semplice. Nel 1899, un luminare più o meno eminente della comunità scientifica britannica, interpretato da Rod Taylor, ossessionato dallo scorrere del tempo (ne sono prova le decine di orologi presenti nel suo salotto), mette a punto un mirabolante macchinario, che nel rifacimento contemporaneo appare migliorato sotto l’aspetto tecnico e scenografico, citato anche nell’episodio Come eravamo…A Springfield della diciottesima stagione dei Simpson, in cui il professor Frink realizza un triciclo temporale somigliante nei particolari salienti alla nostra macchina del tempo. Nel corso del suo peregrinare attraverso le epoche, lo scienziato George, alter ego di Herbert George Wells, incontra vecchi e nuovi amici, si imbatte in catastrofi naturali e umane, contrasta mostruosi nemici e, perché no, si sofferma in riflessioni sulla moda femminile al passo coi tempi, il tutto narrato in modo onnisciente dal protagonista, che durante il film espone le sue innocenti riflessioni. Fino a giungere in un remoto futuro, in cui gli esseri umani non sono altro che inebetiti animali da cortile per i malvagi e sotterranei Morlock, caratteristica che li differenzia dai corrispettivi della pellicola del 2002, molto più simili alle popolazioni native americane e tutt’altro che imbambolati.

 Probabilmente, il più grande limite della macchina del tempo di George Pal sta nel fatto di non potersi muovere anche nello Spazio. E’ quello che fanno notare quasi subito i secchioni di Big Bang theory, che nell’episodio La macchina del tempo, appunto, acquistano su un’asta online quello che credono essere un modellino e che poi si rivelerà essere una riproduzione a grandezza naturale di quella utilizzata nella pellicola originale del 1960. Con tutto quello che rappresenta per quattro super-nerd bamboccioni avere un grosso giocattolo sfizioso nel proprio appartamento.

Il portentoso trabiccolo, inoltre, non è sicuramente la molto più cool DeLorean DMC12 assemblata da Emmett Lathrop Brown nella trilogia di Ritorno al futuro oppure la fuoriserie del film fanta-horror Frankenstein oltre le frontiere del tempo scritto, prodotto e diretto da Roger Corman nel 1990. Il protagonista, anche se dimostra coraggio da vendere , non si avvicina all’estro di Martin McFly e si discosta molto dal cliché dello scienziato vecchio o pazzo e in questo Simon Wells è rimasto fedele all’originale.

 Classico esempio di fantascienza vintage, L’uomo che visse nel futuro deve la sua genesi letteraria al genio di H.G.Wells, tra i capostipiti degli scrittori sci-fi, dalle cui opere sono stati tratti altri famosi film appartenenti al genere. Come al solito queste vecchie produzioni indovinano ben poco del futuro reale, ma tutto diventa lecito, con un occhio di riguardo agli “antichi” effetti speciali, tanto validi da meritarsi un Oscar nel 1961, e all’intrattenimento ed i sogni donati agli spettatori di ogni epoca.

Giannantonio Nero