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Gerontofilia: the ultimate TOP 5.

26 Ott

di Elisa Cuter

Il team di Betty è sempre più agghiacciato dalle query cercate nei motori di ricerca per giungere fino a noi. Anche se naturalmente, quando si parla dell’internet, siamo per il non giudicare e lasciare chiunque libero di soddisfare ogni sua perversa curiosità, ci stupisce che gente in cerca di “porno” -tanto per omettere altri dettagli agghiaccianti e non peggiorare la situazione- finisca proprio sulla pagina del cinema di Betty: devi averne già guardate parecchie, figliolo, nevvero? Dieci Padre Nostro e dieci Ave Maria, e ora vai, su, cerca siti più consoni. Ma, tornando a noi, questa schiera di lurker diciamo così …“fantasiosi” non sembra spaventarci più di tanto, se oggi vi proponiamo una classifica dedicata al granny-fuck. Ora, può esso essere considerato un genere? Certamente nel porno sì, ma nei film “normali” -usando una terminologia sufficientemente vaga- ? Probabilmente no, e tuttavia, quando nel giro di pochi giorni ti capita per caso (giuro!) di essere bombardato da scene di vecchiette ignude qualunque cosa tu veda in tv/pc/cinema, non puoi fare finta di niente. Non può essere che un segno. Ecco perché ci accingiamo a dimostrarvi come il tema possa essere usato in differenti contesti con differenti risultati.

5° posto: Misfits stagione 1 episodio 2

Misfits per chi non lo sapesse è un’intelligente serie tv inglese che mixa fantascienza, teen comedy e thriller, i cui protagonisti sono cinque giovani delinquentelli che acquisiscono in seguito a una strana tempesta elettrica poteri che amplificano un aspetto rilevante della loro personalità (il nerd senza amici può diventare invisibile, la ragazza facile scatena il potenziale stupratore in chiunque la sfiori, e così via). Ma non solo i ragazzi in questione hanno ricevuto queste capacità: come scopre con orrore la simpatica canaglia Nathan, anche ad altri abitanti della città è accaduto qualcosa, e così può capitarti di essere sul letto di quella che pensi essere casa della nonna di quella biondina esuberante che hai abbordato qualche ora prima, e, proprio nel mentre, scoprire con orrore che è LEI, la nonna. L’arzilla 82enne con problemi di motilità aveva sempre desiderato tornare giovane. E come se non bastasse si innamora di te. In effetti ne viene fuori un epilogo molto tenero e triste, che a quanto pare ha colpito molto gli spettatori, se qualcuno si è preso la briga di fare questo romantico rimontaggio.  Toccante, certo, ma per noi la cosa migliore è stata la trovata dei preliminari sul montascale. Try this at (your grandma’s) home.

4° posto: Schwarze Schafe

E’ una commedia grottesca del 2006 diretta da Oliver Rhis, che attraverso diversi personaggi irrelati tra loro tenta di dare un ritratto veridico della città di Berlino. Tra le vicende che si intrecciano c’è anche quella di Fred e Arnold, due satanisti che vogliono fare un rito per il quale è ovviamente necessaria la presenza di una femmina sacrificale. Per la verità è Fred, il più truce dei due, a insistere, proprio per fugare i dubbi del rubicondo e poco convinto Arnold, che ha osato avanzare una questione sulla teodicea del demonio: “Se Satana esistesse davvero farebbe qualcosa di buono per noi, non saremmo disoccupati!”  (geniale, ça va sans dir).  Come se non bastasse il povero ragazzo viene convinto a utilizzare per l’esperimento la propria nonna in stato vegetativo e a…beh, abusare di lei: “Devi farlo tu che sei suo nipote, sarà molto più blasfemo, non capisci?”. Sapete quanto ci piace quando il sesso resuscita i morti, no (vedi L.A. Zombie)? Ecco una variante: qui risveglia dal coma.

3° posto: Harold e Maude

Diretto da Hal Hashby nel 1971. D’accordo, film bellissimo. Una grande lezione sulla libertà, con le musiche di Cat Stevens, condito con humor, tenerezza, peace & love e un sacco di altri discorsi politici che ci piacciono. Però: Harold e Maude SCOPANO! (Eccerto, si amano!, dite voi). Va bene. Ma SCOPANO! Lui è uno sbarbato e lei una vecchia signora! A me ha fatto strano, ai tempi in cui l’ho visto. E per un po’ ho continuato a pensare a quella scena (casta e adorabile, ovvio) invece che a tutta la libertà, Cat Stevens, lo humor, la tenerezza, la pace e l’ammore eccetera. So di sembrare lui. Scusatemi.

2° posto: Gozu

Diretto da Takashi Miike (e scusate se è poco) nel 2003. Ok, questo film meriterebbe una recensione a parte. Per capire di cosa stiamo parlando vi consiglio di leggere la trama su Wikipedia: è lunga, ma ne vale la pena. Ve lo raccomandiamo caldamente, comunque: un crescendo delirante,  “fatto di disperazione” come ha affermato lo stesso regista, osannato dalla critica e con un epilogo assurdo e perfetto. Personalmente la cosa che abbiamo più apprezzato da queste parti è il fatto che sia probabilmente l’unico horror più incentrato sul latte che sul sangue. Le scene della vecchia che si spreme il latte dai seni offrendolo maliziosa al protagonista o facendoselo suggere dal fratello pelato sono pura poesia (dadaista). Ma questa è solo la ciliegina sulla torta. Ricorderete per sempre con ammirato stupore la scena in cui una ragazza partorisce un uomo, o in cui il vecchio marpione muore impalato sullo stesso mestolo che usava per riuscire ad avere un’erezione. Qui la scena del tentativo di seduzione della vecchia “nutrice” (chiamiamola così), ma fatevi un favore, guardatelo tutto.

1° posto: American Pie – il matrimonio

Diretto da Jesse Dylan nel 2003. Ha bisogno di presentazioni? Io credo di no, e lo omaggiamo con il primo posto proprio per essere stato il primo prodotto main stream a sdoganare il sesso con anziane. God bless America!

Un ultimo appunto, avrete forse notato come il soggetto in questione siano sempre donne anziane e non uomini. E’ una questione culturale. Avete mai riflettuto sul fatto che esista il termine “cougar” (o “tardona”, se non vogliamo fare i sofisticati) per le donne che vanno con uomini più giovani,e non un corrispettivo maschile? Citando la regista Nancy Meyers: “Certo che non c’è una parola per gli uomini che stanno con donne più giovani: si chiamano “uomini”.”

Meditate, gente, meditate.