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11mm: Festival del cinema solo sul calcio a Berlino

7 Mag

In questi giorni di grande fervore calcistico abbiamo trovato un’occasione per parlare di un genere che Betty non aveva ancora toccato ma che non poteva mancare nel nostro repertorio: il cinema sportivo. A Berlino si tiene ogni anno un festival dedicato al cinema sul calcio,  vi riportiamo il pezzo sull’ultima edizione, uscito anche su La Gazzetta dello Sport, di un reporter d’eccezione, il blogger Andrea D’addio, autore del blog Berlino Cacio e Pepe e della sua versione più cinefila Berlino Cacio e Pepe – Cinema. Gustatevelo!

Nessun tappeto rosso a base di lustrini e look da star, il green carpet (a base sintetica) srotolato da venerdì scorso davanti al cinema Babylon di Berlino è a disposizione solo di calciatori e vecchie glorie del passato e se un bambino fa rotolare un pallone non c’è nessun rischio di rovinare l’atmosfera elegante: qui un palleggio vale più di una composta posa in attesa di un flash. E’ in corso, ed oggi è l’ultima giornata, l’undicesima edizione del Footbal Film Festival, rassegna cinematografica dedicata unicamente a pellicole sul calcio. Documentari, fiction e persino cartoni animati: se è vero che i buoni film calcistici si contano sul palmo di una mano, non si può dire che cineasti di tutto il mondo non si stiano impegnando per cambiare le cose. Di storie vere da raccontare, del resto, ce ne sono tantissime e non è un caso se la maggior parte siano narrate con la formula del documentario: lo spettatore si accorge subito quando lo stop è quello di un attore e non di un giocatore professionista. Meglio la realtà, meglio i vecchi filmati, le voci e i visi di chi quelle partite le ha giocate ed ora, a distanza di tempo, ne racconta i retroscena, ciò che accadeva negli spogliatoi quando ancora questi erano una zona no limits.

E’ proprio da queste premesse che ha vita il film d’apertura della manifestazione, We are the Champions, diario del mitico portiere Sepp Maier (lo stesso di Italia-Germania 4-3), che a distanza di ventidue anni dall’ultimo mondiale vinto dalla Germania di cui era allenatore dei portieri, ha organizzato il materiale video che registrò durante Italia ‘90 per renderlo un unico ed intimo racconto. Fu la vittoria di una Germania che si chiamava ancora Ovest, ma che la caduta del muro nove mesi prima aveva già unito: la responsabilità era grande ed il piacere della vittoria fu, se possibile, ancora più liberatorio.

Tra le cinquanta pellicole selezionate un focus particolare è dedicato alle nazioni ospitanti il prossimo Europeo. Ecco quindi Poldi, Klose und der Schalker Kreisel sul fenomeno dei calciatori polacchi naturalizzati tedeschi, ed ecco The King of Kharkov, storia dell’imprenditore ucraino Oleksandr Yaroslavsky, proprietario del Metalist e protagonista di molti progetti edilizi realizzati appositamente per la rassegna iridata. La semifinale di Coppa dei Campioni del 1986 tra Göteborg e Barcellona è il momento clou del toccante The Last Proletarians of Football (guardatevi il trailer), sul celebre periodo d’oro dellasquadra svedese capace negli anni ‘80 di competere ai più alti livelli del calcio internazionale nonostante i suoi giocatori non professionisti. “Ma eravamo un vero team” spiega Sven-Göran Eriksson, lui che con quella squadra vinse una coppa Uefa nel 1982.La rinascita del Manchester City dal 2002 ai fasti di questi giorni sono raccontati con il bell Blue Moon Rising, mentre la straordinaria carriera dell’americano Jay DeMerit che a 21 anni e con 1800 dollari in tasca attraversò l’Atlantico alla ricerca di un ingaggio riuscendo a passare nel giro di quattro anni dalla nona lega inglese all’esordio in Premier, e da capitano, con il Watford, è al centro di Rise and Shine. C’è anche un po’ d’Italia grazie al corto Il numero 10 di Daniel Mejia, prodotto dalla Scuola Nazionale di Cinema e all’intervista ad Arrigo Sacchi, scelto dal giornalista David Greenfield per il suo Football’s Greatest Managers (accanto a lui: Rinus Michels, Bon Paisley e Mario Zagallo). A distanza di più di vent’anni il suo Milan è ancora ricordato come una delle più grandi squadre di sempre.

La frase del post

Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo
Pier Paolo Pasolini
Andrea D’Addio