Betty Motor Show

11 Mar

Nell’atto di pensare a che cosa scrivere, la mia concentrazione è totalmente rivolta alla trascendentale interpretazione di Alberto Tomba nei panni di Alex l’ariete. Roba da far impallidire il miglior Michael Knight, alias David Hasselhoff in Supercar, serie tv in cui l’attore recitava probabilmente peggio dell’automobile, tanto amata da avere alcune parodie simpsoniane, ad esempio il supermotoscafo Barca Paladina, presente nell’episodio E con Maggie son tre della sesta stagione. Recentemente ho notato un particolare, quando ho avuto il piacere di rivedere i vecchi episodi di Supercar. Tra i tanti impossibili optional del nostro amico KITT (Knight Industries Two Thousand) mancano forse i dispositivi più essenziali: le cinture di sicurezza.

Nell’universo dell’intrattenimento le auto sono state spesso vere protagoniste. Un santone del calibro di Clint Eastwood, in La recluta preferiva alle curve dell’affascinante Sônia Braga quelle della magnifica Mercedes 300 SL del ’56. Senza stilare inutili e infinite liste, dalla Ford T di Stanlio e Ollio alle ultime trovate robotiche provenienti dal pianeta Cybertron, l’auto ha incarnato, erede della locomotiva dei vecchi western, il mito del superamento dei limiti territoriali e idealmente di quelli del genere umano. In questo senso, unisce la velocità e la possibilità di percorrere grandi distanze del treno con la proprietà privata del cavallo. L’auto è davvero alla portata di chiunque, abbattendo barriere razziali, sessuali e anagrafiche. Dopotutto, ognuno ha una quattro ruote preferita, che vada avanti e indietro nello spazio-tempo oppure che insegua criminali nella Milano violenta, che venga pilotata o che goda di vita propria. Non c’è protagonista o antagonista che non si sia messo al volante di qualche bolide, indossato meglio di maschera e calzamaglia. A conti fatti, nel mondo dell’entertainment, non solo nel cinema di serie B, le automobili hanno rappresentato una parte molto importante della spettacolarizzazione delle scene. Il perché può essere ritrovato nell’economicità del loro utilizzo.

Alcuni ne hanno fatto una vera passione. Impossibile non citare Steve McQueen, che nei suoi film, quando il copione prevedeva scene d’azione con l’uso diretto di veicoli, pretendeva di recitare senza l’aiuto di stuntmen professionisti, causando spaventi agli addetti ai lavori. Ne La grande fuga si divertiva a scorrazzare in sella ad una Triumph, inseguito dalle truppe naziste. La pellicola del 1971 La 24 ore di Le Mans fu fortemente voluto da McQueen proprio per il suo grande amore per i motori, l’indimenticabile attore partecipò anche a diverse competizioni motoristiche.

Fa forse più cool cavalcare una selvaggia motocicletta, simbolo di libertà e contestazione in Easy Rider e che nonostante la passività alle intemperie riscuote il suo notevole successo. Anche il sottoscritto si serve da circa una dozzina d’anni dello stesso amato cinquantino, Ronzinante fedele al quale è difficile rinunciare. Sul piccolo schermo si sono visti i CHiPs, acronimo di California Highway Patrols, dell’indimenticabile Erik “Poncherello” Estrada e di quell’altro del quale quasi nessuno ricorda mai il nome, in onda negli Stati Uniti dal 1977 al 1983 sulla NBC. Nella mia ingenuità di bambino li consideravo un po’ sfigati, perché non potevano caricare a bordo delle loro Kawasaki gli arrestati, problema risolto qualche anno più tardi in Renegade da Lorenzo Lamas, che gli arrestati invece li ammanettava direttamente al suo chopper. Per un breve periodo, precisamente per una sola stagione della durata di 13 episodi, venne trasmesso Street Hawk – Il falco della strada, serie fanta-action datata 1985. Il connubio ai principi del piacere di guida di automobile e motocicletta può essere stare al volante di una fiammante spider, come accade a Bruno Cortona/Vittorio Gassman e Enzo/Carlo Verdone, rispettivamente alla guida di una Lancia Aurelia B24 ne Il sorpasso e di una Fiat Dino in Un sacco bello.

I più pesanti camion si sono trovati spesso in situazioni di amore e odio nei confronti delle più piccole sorelle a quattro ruote, sempre citando Supercar, è difficile dimenticare l’autotreno che fungeva da base mobile per KITT, Michael e Co. Steven Spielberg, invece, ne ha dato un esempio opposto nel 1971, dirigendo il road thriller Duel , in cui il vero antagonista era la possente autocisterna. Ben altra sorte capitata in tv negli anni ’80 ne I giustizieri della strada ai potenti automezzi, comprimari di prima linea dei protagonisti e che andavano anche oltre i confini stradali. Uno di questi, infatti, si trasformava in un elicottero, lo stesso modello, un Aerospatiale Gazelle opportunamente modificato, utilizzato nel 1983 in Tuono blu, per la regia di John Badham e interpretato da una vecchia conoscenza del già citato Spielberg, quel Roy Scheider che altri non era che lo sceriffo Martin Brody, in carica nell’isola di Amity martoriata dai famelici attacchi de Lo squalo. Anche il piccolo schermo ha avuto il proprio beniamino volante: Airwolf, andato in onda nella seconda metà degli anni ’80 e diventato per gli appassionati un piccolo cult.

Insomma, che si tratti di supereroe o di supervillain, tanti personaggi hanno come segno particolare la carrozzeria di cui si servono. Forse, se Tex fosse stato un gringo metropolitano, avrebbe guidato una Mustang.

Giannantonio Nero

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: