TFF: Trash Film Festival

5 Dic

Anche in una manifestazione altamente culturale come il Torino Film Festival, Betty è riuscita a scovare pane per i vostri denti affamati di weirdness. Ecco qui la selezione ufficiale di quelli che sono i veri vincitori “amorali” della kermesse.

Gli amanti del genere vampire exploitation potranno apprezzare lo splatter scanzonato e rockettaro di Suck, di Rob Stefaniuk, in cui un cinico ammazzavampiri dà la caccia a una band tra sangue-come-se-piovesse e luridi backstage in un’improbabile lotta fra il bene e il male. Dello stesso sottogenere, ma leggermente più sofisticato, è Vampires di Vincent Lannoo, mockumentary in cui la ricerca antropologica su una famiglia di vampiri è condita con dettagli macabri che neanche gli Addams dei tempi d’oro. Fra gag e sangue, i due film, si spera, inaugurano un nuovo genere: quello dei comici incisivi.

Simpatico intruglio di teen-comedy, erotico di ultima generazione e SCI-FI è invece Kaboom di Gregg Araki, viaggio lisergico di un giovinetto sessualmente confuso fra stalker dotate di poteri magici e massoni killer con inquietantissime maschere da animale in stile Donnie Darko. Impagabile il finale con tanto di esplosione del globo terrestre.

Sempre per gli appassionati di queer, ma più nostalgici, nella retrospettiva dedicata a Huston (qui in veste di attore) figurava Il caso Myra Breckinridge, di Michael Sarne. Da vedere per i contenuti (verbali) espliciti, per le tette di Raquel Welch ma soprattutto per il fatto che né ai tempi dell’uscita né oggigiorno è stato trovato qualcuno a cui sia piaciuto questo film (incluso Gore Vidal dal cui libro era tratto).

Per i fanatici della Marvel e simili, consigliamo l’imperdibile Super di James Gunn, non a caso già sceneggiatore per la Troma: la storia di un quarantenne timido e sfigato che decide di diventare un supereroe, vagamente teocon  ma non per questo meno brutale. L’estetica da Sundance fatta di musichette naif, trovatine witty e retorica da rivincita dei nerd, cede spesso e volentieri il passo a un gore per stomaci forti (che sia simbolica la morte finale di Ellen Page?).

E se tutto questo ancora non dovesse bastarvi, sappiate che L.A. Zombie è stato quasi troppo persino per noi. Non tanto per le ripetute (fino alla monotonia) penetrazioni delle ferite aperte e sanguinolente di ignari cadaveri da parte di un arrapato zombie gay, quanto per la totale assenza di autoironia e l’inspiegabile convinzione di stare facendo Arte del regista Bruce Labruce. A testimoniarlo le musiche fra l’epico e il commosso che costellano i momenti più grotteschi del film.

E voi?  Cosa ne pensate?  Segnalateci i vostri preferiti.

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Una Risposta to “TFF: Trash Film Festival”

  1. ilconterik dicembre 6, 2010 a 11:12 pm #

    Betty forse si è persa il toHorror Film Fest! E lì di trash ce n’era parecchio: vi propongo il trailer di un corto portoghese, parodia del cinema horror trash, che era in concorso.

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